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i Padri Assunzionisti in Bulgaria

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"La missione deve la sua nascita a Pio IX. Leone XIII l’ha costituita definitivamente. Nel mese di giugno del 1862, in occasione del primo grande pellegrinaggio che doveva lanciare il movimento e diventare l’origine di tante belle e magnifiche manifestazioni di fede, nell’udienza solenne in cui il nostro Padre era così fiero di presentare tanti preti devoti, al seguito del sapiente vescovo Monsignor Plantier, il grande Pio IX indirizzandosi al nostro valente fondatore gli dice nel grande stupore di tutti: «Benedico le vostre opere d’Oriente e d’Occidente». Non avevamo che due comunità ancora deboli in Occidente e niente in Oriente. Che cosa voleva dire il Santo Padre? Un’udienza, accordata senza essere sollecitata, spiegò, il giorno dopo, il mistero. Il movimento bulgaro preoccupava sua Santità e non avendo né uomini né soldi per favorirla, designò il P. d’Alzon…"

P. François PICARD, Appunti sulla Missione d’Oriente, 1896

 

 

Questi brevi appunti di uno dei primi Padri Assunzionisti, spiegano molto chiaramente le origini della presenza dei Padri Agostiniani dell’Assunzione (detti Assunzionisti) in Bulgaria.

Congregazione di origine francese fondata dal P. Emanuele d’Alzon nel 1845, la famiglia religiosa  degli Agostiniani dell’Assunzione, ha certamente avuto un ruolo rilevante nella storia culturale e religiosa bulgara del XX secolo. Impegnati soprattutto nell'ambito culturale e nel dialogo ecumenico con la chiesa Ortodossa, gli Assunzionisti hanno fondato numerose riviste ed hanno aperto nel primo decennio del 1900 un importante collegio a Plovdiv frequentato da studenti cattolici, ortodossi ed ebrei, che  è divenuto in breve tempo uno dei centri culturali più importanti di tutta la Bulgaria. La ricerca del dialogo con la chiesa ortodossa è stato da sempre uno dei motivi fondamentali dell’attività apostolica. Ecco come venivano definite le finalità di una delle riviste la cui stampa e diffusione era curata dai Padri: «“Les Echos d'Orient" non è una rivista esclusivamente speculativa di archeologia, di storia, di liturgia, di letteratura bizantina. Noi abbiamo uno scopo immediato e, diciamolo con forza, uno scopo soprannaturale e apostolico: interessare i cristiani d’Occidente alla cristianità Orientale; lavorare all'estinzione dello scisma, alla grande opera di unione intrapresa da Leone XIII; provocare nella Chiesa e soprattutto in Francia, in favore dell’Oriente e delle cose dell’Oriente, un triplice movimento di preghiera, di studio e di azione».

Durante il periodo comunista la Congregazione è stata pesantemente perseguitata a causa del suo impegno nella formazione dell’élite intellettuale del paese. Tutti i religiosi stranieri, in gran parte francesi, sono stati espulsi, mentre i religiosi di origine bulgara sono stati imprigionati e condannati a scontare lunghi periodi di prigionia. Ecco la testimonianza di una suora riguardo alle vicende di quel periodo oscuro. Suor Michela Gadieva, suora Eucaristina, cuoca al seminario assunzionista  di Plovdiv racconta: «Il mattino del 4 luglio 1952, verso le quattro del mattino sono venuti degli agenti di polizia a bussare alle porte ed a suonare ininterrottamente il campanello. Noi eravamo stupiti e ci domandavamo che cosa poteva significare quello che stava accadendo. Naturalmente abbiamo aperto la porta. Erano sette o otto. Si sono dispersi in tutta la casa per perquisire le camere, i corridoi, gli armadi, il granaio, dappertutto… Ben inteso noi ci eravamo tutti alzati, le suore, i padri e i seminaristi, ma ciascuno restava nella sua camera. I poliziotti avevano messo un fucile nel letto di un vecchio padre che ha molto sofferto per questi avvenimenti ed è morto qualche mese dopo. In quel mattino del 4 luglio, hanno arrestato P. Kamen e P. Pavel. Mi dissero di dare loro una colazione per la giornata. Noi pensavamo che fosse tutto finito… Ma due giorni più tardi, allo stesso modo, hanno bussato e suonato alla porta. Era sempre la polizia. Questa volta non hanno perquisito, ma si sono limitati ad arrestare P. Samuele Djoundrine ed P. Ivan Stanev. Pochi Padri sono rimasti in libertà: P. Ivan Vitchev, il fratello maggiore di P. Kamen e P. Velik che era molto giovane». 

I Padri Josafat Scisckov, Kamen Vitchev e Pavel Djijov (da sinistra a destra nella foto) furono condannati a morte nel 1952 in quanto ritenuti spie del Vaticano. Questi tre Padri, morti a causa della loro fede, sono stati beatificati il 26 settembre 2002 da Giovanni Paolo II, durante una messa celebrata nella piazza principale di Plovdiv.

Con la caduta del muro di Berlino e dei regimi comunisti  nei paesi dell’Est, si sono create le condizioni per un ritorno. Da circa 15 anni una nuova comunità Assunzionista si è istallata a Plovdiv. L’ecumenismo ed il servizio alla chiesa locale rimangono ancora oggi una priorità per la Congregazione. Per questo i Padri continuano la tradizione, iniziata fin dalle origini, di celebrare secondo il rito bizantino e fanno quindi parte della diocesi cattolica di rito bizantino - slavo.

I padri Assunzionisti presenti oggi a Plovdiv sono tre: un padre francese, uno croato ed uno italiano, coadiuvati da tre suore romene appartenenti alla stessa famiglia religiosa. La comunità situata proprio a fianco dell’ex-collegio S. Agostino, ora divenuto università statale, continua l’opera educativa, offrendo la possibilità a giovani bulgari, di trovare ospitalità presso la loro casa e di seguire un cammino di formazione umana e spirituale preventivamente concordato. In questi ultimi anni sono stati accolti anche giovani occidentali, in prevalenza francesi, desiderosi di trascorrere un periodo di volontariato in Bulgaria. Conoscere la tradizione e la spiritualità orientale significa, secondo la felice immagine utilizzata da Giovanni Paolo II, respirare con i due polmoni della Chiesa, cioè respirare meglio e pienamente. Oggi la Bulgaria sta conoscendo profonde trasformazioni, per questo può offrire condizioni ideali per tutti quei giovani che desiderano fare un’esperienza concreta di solidarietà e nello stesso tempo approfondire la propria conoscenza umana e spirituale.

Se c’è qualcuno, che è così folle da credere ancora, che la vita è un dono prezioso e che vale la pena di essere vissuto nella solidarietà e alla luce della ricerca di un senso, venga a trovarci, abbiamo molto  in comune da condividere…

 

P. Claudio AA (Agostiniano dell’Assunzione)

 

 

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