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La "Karin Dom"

 

Varna, "la perla del mar Nero", primo porto per ordine di grandezza sulla costa bulgara, terza città della Bulgaria dopo Sofia e Plovdiv, ha anche il primato di ospitare il primo centro di riabilitazione per minori grave - gravemente disabili. Fondata da un ambasciatore bulgaro dopo la morte di una sua nipote nata con una paralisi cerebrale infantile, alla quale è dedicato il nome del centro stesso, la "Casa di Karin" compie quest'anno i dieci anni.

Centro diurno per minori tra i 6 e i 18 anni con varie disabilità dalla sindrome di Down alla paralisi cerebrale infantile, autistici, iperattivi, patologie combinate..., il centro offre cure terapeutiche, di riabilitazione, sostegno scolastico, reintegrazione con un'èquipe di specialisti (psicologi, fisioterapisti, educatori, logopedisti...) che non ha subito cambiamenti dall'apertura del centro.

La "Karin Dom" è situata in un bel parco con vista sul mare ed è costruita su tre piani, dove nei primi due sono collocati i vari laboratori. Il personale è molto motivato e compie il proprio dovere con passione. Al piano terra, nella sala di accoglienza, una giovane in carrozzella è la segretaria, cosa molto rara in Bulgaria perchè le persone con disabilità fisiche o psicofisiche sono ai margini della società. Su un lungo corridoio addobbato dei disegni degli ospiti del centro, si aprono i vari laboratori: quello della logopedia dove i bambini meno gravi imparano a pronunciare i suoni nei quali trovano più difficoltà, mentre per i casi più gravi si insegnare a trattenere e controllare la salivazione. Accanto un altro laboratorio di musicoterapia, dove dei volontari suonano al pianoforte e insegnano delle canzoni a gesti a quattro bambini: fondamentale stimolare la coordinazione dei movimenti al suono. Nel laboratorio di fisioterapia dove viene applicato il metodo Bobath, un metodo di lavoro fisico con una speciale palla di gomma per trasformare la riabilitazione in una specie di gioco. Con i minori affetti da patologie gravi, i fisioterapisti fanno tutto un lavoro di percezione sensoriale del proprio corpo. Nella sala "Montessori" gli educatori mettono in pratica il metodo Montessori, utilizzando i materiali e le attività propri, per stimolare i cinque sensi degli ospiti. Così pure l'aula dedicata ai bambini autistici, con le varie immagini che compensano la loro mancanza di linguaggio verbale, presenti non solo nella loro aula, ma anche nei servizi igienici e negli spazi comuni. ogni minore ha il proprio P.E.I., Progetto Educativo Individualizzato, steso in èquipe e verificato negli incontri di revisione.

Gli operatori del centro collaborano anche con le scuole pubbliche, anche se in Varna manca una scuola materna provvista di personale specializzato per questi bambini diversamente abili. Il lavoro con le scuole ha come obiettivo ultimo l'integrazione scolastica con gli altri allievi e creare una cultura di accoglienza verso la disabilità, il cui rifiuto e isolamento è un retaggio del comunismo che vedeva nelle persone disabili un peso per la società perchè non "produttivi".

Un altro grosso ambito di intervento della "Casa di Karin" è il lavoro con la famiglia. Grazie ad un accordo con l'ufficio di collocamento del Comune, ogni famiglia viene affiancata da un assistente che aiuta la famiglia sia al centro che in casa, accompagnando il minore durante le varie attività, anche nella scuola pubblica. Per la famiglia c'è il lavoro di sostegno psicologico e sono inseriti in gruppi di self-help, in cui hanno la possibilità di confrontarsi e di crearsi un giro di amicizie con il quale possono combattere l'emarginazione in cui vivono. Inoltre, viene svolto anche un percorso informativo sulle varie disabilità, aiutando i genitori a riconoscerle e a  Il centro riconoscere l'importanza della persona in tutte le sue dimensioni, ed anche spirituale: infatti, all'interno del centro stesso, è a disposizione di tutti, genitori e bambini, una cappellina dedicata a Maria Santissima.

"Karin Dom" è sostenuta da donazioni dall'Olanda (l'anno scorso una ONG ha costruito l'ascensore per i bambini), dall'Inghilterra, dalla Svizzera e dal Giappone (grazie all'aiuto di una organizzazione giapponese sono iniziati i lavori di costruzione del centro stesso, ristrutturando un vecchio edificio). Le famiglie accedono al centro gratuitamente, come pure lo sono tutte le attività alle quali partecipano (utilizzo dello scuolabus...).

L'ultimo piano del centro è riservato appositamente alla formazione, sia per il personale che per i volontari che operano nel centro, ma vengono anche organizzati seminari e conferenze sul tema della disabilità aperte a chiunque ne sia interessato.

 

 

 

 

Centro per ragazzi di strada "Gavrosh"

 

Non lontano dal centro di Varna, in un piccolo edificio colorato, si trova il centro "Gavrosh" per ragazzi di strada tra i 6 e i 18 anni. Diurno, offre un accompagnamento e un sostegno scolastico ai minori (80% rom) che vivono per le strade. In generale sono ragazzi che provengono da situazioni familiari problematiche o in crisi, o alcuni non hanno più una famiglia alle spalle. Gli educatori, quattro presenti nel centro, hanno a disposizione un laboratorio per l'art therapy, con il quale aiutano i ragazzi nella loro autostima e a sviluppare le loro capacità creative e la loro fantasia. Nella sala studio, i ragazzi sono aiutati nei compiti e a recuperare le lezioni perse. Infatti, l'abbandono scolastico è altissimo soprattutto fra i minori rom, che faticano ancora ad integrarsi nella scuola pubblica.

Il "Gavrosh" dispone di una cucina, in cui viene offerto il pranzo agli ospiti del centro, preparato da una mensa comunale. Inoltre, ha a disposizione due dormitori, uno maschile e uno femminile, per le emergenze, quando cioè i minori vengono tolti alle famiglie dalla polizia, o per ospitare alcuni ragazzi durante i week-end per allontanarli dalle problematiche della propria famiglia. Grazie ad una buona collaborazione con la polizia e con il comune di Varna, il centro organizza anche delle vendite dell'artigianato prodotto dai minori, il cui guadagno serve a integrare le donazioni che mantengono economicamente il "Gavrosh". Anche qui vengono organizzati cicli di seminari per sensibilizzare la società sulle problematiche minorili, incontri rivolti in modo particolare agli studenti dell'Università di Pedagogia di Shumen, con la quale è in atto la convenzione per il tirocinio pratico.

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