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Situazione generale
Repubblica Bulgara

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

REPUBBLICA BULGARA

Република България

 

 
 

 

SITUAZIONE GENERALE DEL PAESE

La Bulgaria è una repubblica parlamentare situata nel sudest dell’Europa. Ha una popolazione di 7.450.349 ab., distribuita su un territorio di 110.910 kmq, con una densità media di 68ab./kmq. Il tasso di crescita della popolazione, stimato nel 2005 dalla CIA, è di -0,89%, con un’aspettativa di vita di circa 72 anni (68 per gli uomini e 76 per le donne). Il 68,7% della popolazione è tra i 15 e i 68 anni, mentre il tasso di mortalità infantile è di 20,55 ogni 1000 nati. Oltre l’etnia bulgara, che costituisce l’83,9% della popolazione, sono presenti la minoranza turca (9,4%), quella Rom (4,7%) ed altre minori (Macedoni, Armeni…), ognuna delle quali rappresenta anche la rispettiva minoranza linguistica e religiosa (Ortodossa 82,6%, musulmana 12,2%, cattolica 0,6% e altre). Le comunità cattoliche sono situate per la maggior parte nel sud della Bulgaria. Ciò è dovuto a particolari vicende storiche che hanno portato al mantenimento della fede cattolica, come il persistere dell’eresia dei Bogomili che si è esaurita con la conversione di tutti i suoi seguaci al Cattolicesimo. La Bulgaria è divisa in due dalla catena dei Balcani, non solo geograficamente ma soprattutto come stile di vita e di tradizioni. Infatti, è il nord ad essere meno sviluppato, mentre il sud è più attivo dal punto di vista agricolo e lavorativo, anche se il tasso di disoccupazione è stimato intorno al 12,7%. Secondo i dati della Banca centrale bulgara, pubblicati il 30 agosto scorso, il debito estero della Bulgaria alla fine di giugno ammontava a 12.967,9 miliardi di euro, pari al 61,2% del Prodotto interno lordo (Pil). Rispetto a dicembre 2004, il debito è aumentato di 721,9 milioni di euro (5,9%). Da quanto risulta oggi dai dati statistici, il tenore di vita dei bulgari non è aumentato in maniera sensibile nonostante la stabilità macroeconomica raggiunta dal Paese: lo stipendio medio si aggira ancora intorno ai 200 leva (ca. 100 euro) al mese e secondo i sondaggi demoscopici la maggior parte dei bulgari è delusa dall’operato del governo negli ultimi tre anni, come dimostrano le elezioni amministrative del 2003 e le elezioni parlamentari del giugno scorso in cui ha vinto l’opposizione, il Partito socialista bulgaro (BSP). Passi avanti, invece, per gli sviluppi sul versante della politica estera della Bulgaria. Il 2 aprile 2004, a distanza di sette anni dalla richiesta ufficiale, il Paese ha festeggiato il suo ingresso nella Nato con una cerimonia solenne sulla piazza dell'Indipendenza, al centro di Sofia. La Bulgaria vi è entrata con un effettivo di 45 mila soldati (erano 95 mila nel 1997). Il budget militare del paese per il 2004 è stato di 923 milioni di leva (circa 450 milioni di euro), che rappresenta il 2,43% del Pil. Le Forze armate disponevano nel 2004 di 560 carri armati (erano 1.475 nel 1997), 175 aerei ed elicotteri (465 nel 1997) e 62 navi (125 nel 1997). Sempre nel 2004 si sono conclusi i negoziati per l’ingresso del Paese in Unione Europea, condizionato, però, dal portare a termine tutte le riforme necessarie, e, sotto questo profilo, l'esecutivo UE ha introdotto una clausola di salvaguardia che potrebbe ritardare l’ingresso di un anno in caso di non completamento di tutte le riforme economiche e sociali indicate, come è stato ribadito nell’ultimo rapporto della Commissione Europea, reso noto il 25 ottobre scorso. I settori in cui i progressi della Bulgaria devono accelerare sono quelli della tutela delle persone con disabilità mentale, istituendo un efficace sistema di controllo sulle istituzioni psichiatriche, che registri anche i decessi dei pazienti e delle persone ospitate in tali centri; contrastare l’uso eccessivo della forza da parte della polizia, assicurando indagini complete e imparziali su tutti i casi in cui le forze dell’ordine hanno fatto uso delle armi da fuoco e garantendo che i risultati siano resi pubblici e che i responsabili siano sottoposti alla giustizia; prevenire il razzismo e la discriminazione contro la popolazione Rom garantendo concretamente che i comportamenti razzisti e discriminatori non resteranno impuniti.

Per quanto riguarda la politica, in base alla costituzione del 1991, lo stato ha assunto un ordinamento repubblicano di tipo parlamentare monocamerale, a capo del quale è stato posto un presidente eletto a suffragio diretto per un periodo di cinque anni. Il potere legislativo è esercitato dall'Assemblea nazionale, composta da 240 membri, che elegge il Consiglio dei ministri, massimo organismo amministrativo del governo bulgaro. I principali partiti politici sono: il Partito Socialista Bulgaro (BSP), il Partito conservatore dell’ex-zar Simeone II (NDSV), il Partito della minoranza turca (DPS). Un altro partito che sembra acquisire sempre più consensi (9% alle elezioni politiche del giugno 2005) è il Partito di Ataka, di inclinazione fortemente nazionalista e xenofoba. Questo movimento populista ha le sue radici nel forte disinteresse della popolazione nei confronti della politica in generale, tanto che, al fine di incentivare la partecipazione, alle elezioni passate è stata istituita una lotteria legata all’esercizio del voto. Inoltre, secondo una recente inchiesta, i politici bulgari risultano essere tra i più corrotti d’Europa e ciò ostacola enormemente la strada della giustizia, lasciando ampio spazio al crimine organizzato che ha una notevole influenza sulla società. La magistratura si presenta debole e corrotta, affiancata da una burocrazia farraginosa. Anche la polizia si presenta molto corrotta e spesso abusa del potere affidatole. In questo quadro, si può capire come sia difficile il cammino della democrazia, cominciato nel 1991. Sono stati avviati dei progetti per sollevare la Bulgaria dalla sua situazione e soprattutto in vista dell’entrata in UE, quali la creazione di posti di lavoro e l’integrazione nella scuola per i Rom, politiche ad hoc per andare incontro alle problematiche giovanili, quali l’uso smodato di alcool, sostanze stupefacenti, seguiti da forme di disagio e devianza. Nel 2000, grazie ad un percorso di sensibilizzazione partito dalla ratifica della Convenzione dei Diritti per l’Infanzia nel 1991, è stata approvata una “Legge per la protezione del Bambino”, per l’affermazione dei diritti del bambino in campo dell’assistenza sociale e dalla protezione di abusi. L’Assemblea nazionale ha inoltre attivato degli “Uffici per la protezione del Bambino” che si occupano specificatamente dell’applicazione di tale legge che prevede una stretta collaborazione con l’istituzione della scuola. In questi ultimi anni sono state varate leggi contro la discriminazione del sesso e di religione, anche se non hanno ridotto il fenomeno.

 

 

 

 

CARENZE MATERIALI E STRUTTURALI

 

Lo scorso aprile, l’Istituto nazionale di statistica (Ins) della Bulgaria ha reso noto  i risultati di un’indagine, dai quali risulta che la soglia della povertà nel Paese balcanico è circa 13 volte più bassa rispetto a quella della media degli storici 15 Paesi membri dell’UE e 2,8 volte più bassa rispetto a quella dei 10 Paesi nuovi membri. Secondo i criteri Eurostat sono da considerare poveri i nuclei famigliari i cui redditi annuali sono al di sotto del 60% del reddito medio pro capite nel rispettivo Paese. In base a questo criterio, il reddito annuale di una persona ritenuta povera in Bulgaria è stato di 872 euro per il 2004, pari a 72,5 euro al mese. Secondo l’Ins, l’incidenza delle famiglie povere in Bulgaria rappresenta circa il 15-16% di tutti i nuclei famigliari. I più poveri in Bulgaria, secondo uno studio realizzato dall’Università d’economia nazionale ed internazionale di Sofia su commissione del Ministero per il lavoro e per gli affari sociali, sono concentrati in 13 municipalità in cui il 30% della popolazione è costretto a sopravvivere con meno di 51 euro al mese. Si tratta di municipalità situate in zone montagnose o sui confini del Paese: Nikola Kozlevo e Kainardza (nella regione di Silistra, nord-ovest del Paese, presso il confine con la Romania); Opaka, Omurtag, Varbitza e Kotel (nord del Paese, zone dove vive una forte minoranza turca); Makresh e Boinitza (città presso Vidin, nel nord ovest della Bulgaria, presso il Danubio); Belitza, Yakoruda, Satovcha, Rakitovo e Dospat (sud-ovest del Paese, nelle catene montagnose di Pirin e Rodopi). Secondo gli esperti alla base di questa forte povertà vi sarebbe lo scarso sviluppo industriale, lo scarso sviluppo del terziario ed il cattivo stato delle infrastrutture. La popolazione delle aree più povere sarebbe spesso analfabeta (da un’indagine statistica realizzata dall’agenzia Mediana una persona su sette non saprebbe leggere né scrivere, mentre la CIA stima il tasso generale di analfabetismo intono all’1,4%) e si raggiungerebbero picchi del 50% di disoccupazione. In molti casi in queste municipalità vi sono forti minoranze rom, che in tutta la Bulgaria viene disprezzata ed emarginata. Uno dei grossi problemi che sottolineano i sindaci delle zone più degradate è che i salari minimi sono talmente bassi che poco si discostano dal sussidio statale e questo non favorisce la spinta a trovarsi un lavoro. Nonostante alcuni progetti marginali atti a creare posti di lavoro, la maggior parte della popolazione della zona montuosa dei Monti Rodopi sopravvive grazie alle rimesse dall'estero degli emigrati nell’UE e negli Stati Uniti e di agricoltura di sussistenza.  In situazione di emarginazione vivono anche i minori portatori di handicap che difficilmente vengono integrati nella scuola e affiancati da un insegnante di sostegno. Mentre solo ultimamente sono state avviate delle riforme per integrare i bambini rom, cercando di chiudere le scuole speciali per loro e integrandoli nella scuola statale.

 

  

 

 

VIOLENZA – NON VIOLENZA

 

Lo scorso 10 settembre 2005, la comunità Rom, discriminata insieme a quella turca, ha attaccato la polizia di Montana, nel Nord Ovest della Bulgaria, lanciando bottiglie e sassi, ferendo due agenti. I media hanno confermato la risposta non violenta della polizia, anche se il capo della Polizia aveva promesso l’applicazione della legge in tutta la sua forza. Questo non è l’unico episodio di violenza tra Rom e popolazione locale: infatti la convivenza tra le due comunità non è sempre pacifica e rappresenta un grave problema per il paese.

Nel giro di due mesi, tra agosto e ottobre, sono stati assassinati 4-5 persone, tutte implicate con la mafia locale, come resa dei conti. Gli omicidi sono avvenuti nelle città di Sofia, Burgas e Varna (famose per la criminalità organizzata). Il commercio delle armi è abbastanza diffuso, come dimostra il possesso di armi da parte di semplici civili, spesso senza porto d’armi. Sono stati segnalati da Amnesty International casi di maltrattamenti e torture ad opera di agenti della forze dell’ordine, pochi dei quali però risultano esser stati portati in giudizio. Molte delle vittime erano rom, i quali hanno inoltre subito discriminazioni in ogni aspetto della propria vita. Gli agenti delle forze dell’ordine hanno continuato a ricorrere ad armi da fuoco in circostanze vietate dagli standard internazionali, provocando morti e feriti. Non si è a conoscenza di eventuali episodi di obiezione, benché in Bulgaria il servizio militare è ancora obbligatorio, anche se è stata avviata la riforma che prevede l’istituzione di forze armate volontarie tra qualche anno.

Negli ultimi cinque anni, si può rilevare la nascita di organizzazioni bulgare (sostenute da altre internazionali) per la tutela delle fasce più deboli e discriminate, come i giovani, le donne e i dipendenti dal fumo e dall’alcool. Alcuni esempi possono essere l’ONG bulgara “Faccia a faccia”, nata con l’obiettivo di tutelare i diritti e la libertà delle donne, combattendo, riducendo e prevenendo la prostituzione forzata minorile. Essa attua anche un lavoro di prevenzione, oltre che di assistenza e sostegno a coloro che hanno la forza di denunciare e uscire dal giro. Un altro esempio è la nascita della “Coalizione contro il tabacco”, nata come risposta alla crescita costante dell’uso smodato del fumo, da parte anche degli strati più giovani della popolazione (la Bulgaria risulta essere il terzo paese con il più alto numero di sigarette pro capite). Nonostante la presenza preoccupante di consumatori di alcolici, non si è ancora a conoscenza di attività ad hoc al fenomeno.

 

 

 DIRITTI UMANI

Nel report 2005 di Amnesty International, si sottolinea come le condizioni di vita e la mancanza di assistenza adeguata in molti istituti per persone con disabilità mentali continuino a costituire trattamento inumano e degradante. La condizione degli adulti nelle strutture di assistenza sociale sarebbe in aperta violazione del diritto a non subire detenzioni arbitrarie. Il processo di trasferimento dei degenti in strutture più consone alle loro necessità, cominciato a partire dal 2002 dal ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, non è stato portato avanti in modo progressivo e sistematico. Amnesty denuncia inoltre casi di maltrattamenti e torture a detenuti, ad opera della polizia, ed anche a rom, con l’aggiunta di svariate notizie di aggressioni di matrice razzista, la maggior parte delle quali portate a termine da gruppi di skinhead. Le discriminazioni contro la minoranza rom è all’ordine del giorno e nel linguaggio comune la parola “zigani” è usata solitamente come insulto.

Da un’inchiesta, la Bulgaria è risultata essere inserita in una lista dei paesi d’origine e di transito delle donne vittime del trafficking. Come spesso accade per la prostituzione, le ragazze vengono ingannate dal miraggio di un lavoro in Occidente o da finte agenzie matrimoniali e di moda, paraventi per il traffico di esseri umani, come è stato denunciato dalla società civile il maggio scorso. Di solito le donne provengono dal nordovest – sudest della Bulgaria, dalle zone più povere. Paesi di destinazione (oltre a Macedonia, Kosovo, Germania, Olanda, Spagna, Italia) sono anche il Sud Africa e la Francia, dove la mafia bulgara è ben inserita. Uno dei problemi principali è il buon collegamento tra i trafficanti e la polizia e i doganieri di confine che permettono la transizione delle ragazze dalla Bulgaria ai paesi scelti. Nel 2003 il parlamento bulgaro ha approvato un emendamento al codice penale nel quale è stato inserito il reato di traffico di esseri umani con pene che vanno da 1 a 10 anni di prigione. Ma di fatto i processi contro i trafficanti spesso non portano a risultati concreti a causa della debolezza della magistratura e della corruzione dilagante.

Anche in Bulgaria si è scoperto un traffico di neonati, per la maggior parte di origine rom, con madri di basso livello d’educazione e di età compresa tra i 20 e 30 anni, destinazioni principali sono Francia e Italia. Dall’inizio del 2004 sono stati avviati tre processi nei confronti di 5 cittadini bulgari accusati di aver trafficato più di 25 neonati in Francia. Sino all’aprile del 2004 il codice penale bulgaro non prevedeva nulla in merito al traffico di bambini non ancora nati. A partire da quella data, con l’applicazione della riforma, le pene raggiungono i due anni di prigione e multe che toccano i 1500 euro.

Difficile l’infanzia bulgara: molto spesso la famiglia è assente e i minori crescono o soli o con i nonni. Molto presto iniziano a fumare e a fare uso di alcolici, e a un anno dalla riforma del codice penale bulgaro che ha aumentato drasticamente le pene (dai 3 ai 15 anni di prigione ed una multa dai 10.000 ai 100.000 leva) per i consumatori di stupefacenti trovati in possesso di dosi minime, è stato notato quanto sia elevato il numero degli adolescenti arrestati, mentre non è aumentato il numero degli arresti dei trafficanti (l’attuale legge punisce nello stesso modo gli spacciatori e i consumatori e forse per questa particolarità la Bulgaria è l’unico Paese in Europa ad avvalersi di tale stranezza della legislazione). Più drammatica è la situazione delle persone dipendenti dalle droghe pesanti: la legislazione attuale non prevede che vi possano essere persone dipendenti per esempio dall’eroina e che hanno bisogno di aiuto e cure specifiche; essi vengono considerati semplicemente delinquenti da chiudere in prigione.

A rischio anche la libertà di stampa: i mezzi di comunicazione bulgari sono oggetto di interessi economici e forti pressioni politiche. All’ordine del giorno esempi di “favori” che alcune industrie offrono ai responsabili di testate giornalistiche in modo da guadagnarsi un’immagine “pulita” e positiva presso il pubblico. Le pressioni sui media bulgari sono state denunciate dalla sezione bulgara del Comitato di Helsinki che ha condotto uninchiesta dalla quale emerge come chi lavora nel mondo dei media è spesso oggetto di indagini giudiziarie prive di fondamento, dato che la maggior parte degli accusati vengono alla fine assolti. Esistono comunque anche casi clamorosi di violenze subite da giornalisti. Il più famoso quello di Anna Zarkova, giornalista di cronaca nera, che venne spruzzata con dell'acido: lautore del crimine è tuttora sconosciuto.

 

 

 

INFORMAZIONE

 

Sono presenti diversi giornali esplicitamente di parte: come Duma e Trud, di sponda comunista, mentre Segà è un giornale di sinistra di alto livello. Kapital (è la fonte bulgara più ricca di spunti critici, grazie alla sua lunga tradizione di dura opposizione al governo socialista prima, e a quello della BSP oggi, motivo per cui alcuni suoi redattori sono stati anche oggetto di aggressioni e minacce), Cash e Bunker sono settimanali d’informazione economica, mentre Tema costituisce un interessante esempio di pubblicazione di qualità giornalistica costante. Altri giornali nazionali sono 24 Chasà e Standart. Le riviste femminili e dirette alle famiglie, come il Sedmichen Trud (Trud settimanale), lo Za Zhenata (Per le donne), sono pubblicazioni di contenuto leggero che godono di buoni livelli di vendita. Solitamente le riviste con un taglio prettamente politico non godono di un’audience molto estesa. Basano quindi la propria politica sul sensazionalismo e spesso articoli da loro pubblicati vengono dopo poco smentiti e contestati. Quasi tutti i quotidiani bulgari danno spazio quotidianamente a lotterie ed altri giochi per attrarre i lettori. Giochi che sempre più s’avvicinano al gioco d'azzardo. Le tentazioni vanno dai telefoni cellulari alle vincite in denaro, dalle automobili agli appartamenti e agli articoli d’arredamento. La pubblicità del gioco che promette valanghe di premi occupa metà della prima pagina, riducendo le notizie principali alla parte inferiore. La Nova Televisia (Nuova televisione) e bTV (la Balkan News Corporation è la prima televisione privata nazionale in Bulgaria) sono le due emittenti bulgare più influenti: la prima è di proprietà del Greek Antenna Group, mentre la seconda è di Rupert Murdoch.  Anche la televisione ha diversi canali, alcuni dedicati solo alla musica (ed hanno il tasso più alto di audience), altri solo allo sport. Nella Tv Bulgaria, strettamente controllato dal governo, l’opposizione vi sembra quasi inesistente, così come le minoranze nazionali. Molto folklore, documentari storici e religione ortodossa, ma anche una buona selezione di film bulgari. Il telegiornale principale è alle ore 21 italiane, in genere irregimentato, ma con qualche spunto critico sugli aspetti politicamente meno rilevanti. A Rakovski c’è la televisione locale che aggiorna ogni giorno sulla vita del paese, comprese le attività della parrocchia. I mezzi di comunicazione elettronici sono autorizzati da una commissione speciale, il Consiglio sui Media Elettronici (CEM), successore del Consiglio Nazionale per la Radio e la Televisione, operativo fino al 2001. Il CEM ha rilasciato oltre 300 licenze a canali televisivi e radiofonici. I mass media “di Stato” sono controllati totalmente dal Governo, mentre quelli privati sono controllati da aziende estere. Le stazioni radiofoniche nazionali che coprono tutto il territorio bulgaro sono 3; Horizont è il primo canale della Radio Nazionale Bulgara, la Darik la prima radio privata e Hristo Botev il secondo canale della Radio Nazionale Bulgara. Oltre a queste esistono centinaia di radio locali.

 

Ulteriori informazioni sulla Bulgaria sono reperibili nei seguenti siti:

  

Bulgaria-Italia,  Osservatorio sui Balcani,  Ansa Bulgaria,  BBC,  Le courrier du Balcans

 

 

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