La lingua bulgara

 

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L'alfabeto cirillico - Кирилица (kirilitsa)

La lingua bulgara appartiene al gruppo slavo meridionale ed è parlata, oltre che in Bulgaria, da alcune minoranze tra cui quelle residenti in Bessarabia, in Ucraina, nella regione del Banato e in Grecia. Nonostante alcune differenze di pronuncia e di lessico, il bulgaro vanta una sostanziale unità. L'alfabeto usato è il cirillico, i cui caratteri derivano in parte dal greco e sono in tutto trenta. L'accento grafico è rarissimo. L'accento tonico di solito è mobile e può cadere sul prefisso, sulla radice, sul tema o sulla desinenza.

 

 

Lettera

Pronuncia

Trascrizione

 
 

A a

come la a di casa; talvolta si pronuncia come la a inglese di about

a

 
 

Б б

come la b di borsa; in fine di parola e davanti a consonante sorda si pronuncia p

b

 
 

В в

come v di vano; in fine di parola e davanti a consonante sorda si pronuncia f

v

 
 

Г г

si pronuncia sempre gutturale come la g di  gamba o la gh di ghiandola; in fine di parola e davanti a consonante sorda si pronuncia k

g

 
 

Д д

come la d di dote; in fine di parola e davanti a consonante sorda si pronuncia t; non si pronuncia in fine di parola, quando è preceduta da з е ж (грозд gròz grappolo) e talvolta in un gruppo di tre consonanti (бездна bezna abisso)

d

 
 

Е е

è aperta come la e di bello

e

 
 

Ж ж

come la j francese di jour; in fine di parola e davanti a consonante sorda si pronuncia come la sc di sci

j

 
 

З з

come la s di rosa; in fine di parola e davanti a consonante sorda si pronuncia come la s di sole; non si pronuncia all'interno di parola davanti a c (безсолен besòlen insipido)

z

 
 

И и

come la i di idea

i

 
 

Й й

come la i di iato

y

 
 

К к

come la k di kiwi; nella frase, davanti a parola che inizia con б, г, д, ж e з si pronuncia come la g di gola (тук долу tug dòlu quaggiù)

k

 
 

Л л

come la l inglese di old; si pronuncia con il dorso della lingua leggermente arretrato

l

 
 

М м

come la m italiana

m

 
 

Н н

come la n italiana

n

 
 

О о

è aperta come la o di nonna

o

 
 

П п

come la p italiana; nella frase, davanti a parola che inizia per б, г, д, ж e з si pronuncia b (скъп баща skëb bashtà caro padre)

p

 
 

Р р

come la r di rosa

r

 
 

С с

come la s di sala (evitare la pronuncia sonora nei casi di c tra vocali oppure davanti a л o в); nella frase, davanti a parola che inizia con б, г, д, ж e з si pronuncia z (с болка  z bòlka  con dolore)

s

 
 

Т т

come la t italiana; nella frase, davanti a parola che inizia con б, г, д, ж e з si pronuncia d (пет деца ped detsà cinque bambini); non si pronuncia talvolta in un gruppo di tre consonanti (вестник vèsnik giornale), quando è seguita da д (петдесет pedesèt cinquanta) e in fine di parola se è preceduta da c e ш (кост kos osso)

t

 
 

У у

come la u di uva

u

 
 

Ф ф

come la f italiana

f

 
 

Х х

come la ch del tedesco Achtung

h

 
 

Ц ц

come la z di pazzo

ts

 
 

Ч ч

si pronuncia sempre palatale come la c di cena

ch

 
 

Ш ш

si pronuncia sempre come la sc di scena

sh

 

 

Щ щ

si pronuncia sempre come sc(i)+ t (поща poshta posta); in fine di parola si pronuncia come la sc di scena

sht

 

 

Ъ ъ

come la a inglese di about

a

 

 

Ь ь

segno molle che compare solo davanti alla o e palatizza la consonante precedente (сервитьор servitjòr cameriere)

j

 

 

Ю ю

si pronuncia come la u inglese di humor e palatizza la consonante precedente

yu

 

 

Я я

si pronuncia come la ia di piazza; in fine di parola si pronuncia come la io inglese di cheviot; palatizza la consonante precedente

ya

 

 

 

       La storia del cirillico

Un luogo comune è l'affermazione che l'alfabeto cirillico fosse stato creato da Cirillo e Metodio. Il cirillico ("kirilitsa") non è l'alfabeto originale che fu introdotto dai SS. Cirillo e Metodio.
Nel 863 Costantino il Filosofo (detto Cirillo) e suo fratello Metodio crearono un alfabeto destinato ad essere usato dagli slavi, esso venne chiamato glagolitico ("glagolitsa") e fu diffuso fino alla fine dell'undicesimo secolo.
L'alfabeto "glagolitico" non aveva niente a che fare con gli alfabeti già esistenti, era singolare e piuttosto complicato. Dall'863 in poi, per due secoli e mezzo (dalla metà del IX sec. alla fine del XI sec.) tutti i manoscritti della letteratura bulgara antica furono scritti in "glagolitico".
Contemporaneamente all'alfabeto "glagolitico", sin dalla seconda metà del IX secolo, si sviluppò anche un alfabeto di grafia più semplice che rimase nella storia con il nome "kirilitsa"; una gran parte degli studiosi suppone che la "kirilitsa" fosse stata creata da uno degli allievi di Cirillo e Metodio, San Clemente d'Ocrida (Sveti Kliment Ohridski). 
Questo alfabeto fu chiamato dal popolo "kirilitsa" in onore di S. Cirillo e diede l'origine al cirillico moderno. Esso infatti è molto più semplice della "glagolitsa" ed una parte delle sue lettere deriva dall'alfabeto greco. A poco a poco, a partire dal X secolo, la "kirilitsa" cominciò a sostituire la "glagolitsa". La maggior parte delle iscrizioni che risalgono a quell'epoca sono in "kirilitsa", con essa si scriveva più facilmente su pietra e metallo. L'introduzione della "kirilitsa" non sottovalutò in nessun modo la grande opera di Cirillo e Metodio: anzi, senza la loro "glagolitsa" non sarebbe esistito l'alfabeto cirillico. Durante il Medioevo il popolo bulgaro visse con l'idea che Cirillo e Metodio avessero creato l'alfabeto cirillico. Cirillo, Metodio e i loro discepoli Clemente (Kliment), Naum, Anghelarij, Gorazd, tradussero in lingua bulgara antica tutti i testi sacri e le agiografie. Infine, grazie a Cirillo e Metodio, fu per la prima volta possibile nella storia della Chiesa l'introduzione della messa in una lingua diversa dal latino, ebreo e greco (le "tre lingue sacre").
Un secolo dopo la creazione dell'alfabeto cirillico e dell'introduzione di esso in Bulgaria, alla fine del X secolo, missionari bulgari portarono in Russia libri bulgari e vi diffusero l'alfabeto cirillico. La Russia infatti introdusse l'alfabeto cirillico e si convertì al cristianesimo ortodosso un secolo dopo la Bulgaria, alla fine del X secolo.
 

tratto dal sito bulgaria-italia.com

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