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Uno spazio dedicato a tutti voi che siete stati in
Bulgaria o che conoscete questo stato indirettamente, dove potete
scrivere le vostre impressioni, i vostri ricordi, qualche aneddoto, che
cosa vi ha lasciato questa terra... Insomma, un'occasione per poter
condividere con gli altri un pezzetto della vostra storia!!!
Per inserire il tuo "ricordo" clicca
qui!
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Elena
- CANTIERE 2005 -
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16 luglio…
Arrivo a Sophia… Abbraccio di padre Remo… Arrivo a Malchika… I sorrisi e
gli sguardi curiosi e cordiali di tanti giovani… Un bel modo per
iniziare quindici giorni avvolti nel più totale “mistero” (Dove ci
troviamo? Con chi? A far che cosa?…)
Poi poco alla
volta tutto si svela… Una risata, una parola in italiano e una in
bulgaro, una preghiera insieme, gesti e smorfie buffe… E ti accorgi che
sei lì per vivere nella massima spontaneità e sincerità, a donare
qualcosa di te senza presunzione e a “rubare” qualcosa dalle persone che
incontri… perché se ti giochi in una relazione lo scambio non può non
essere reciproco!
Ti accorgi che
la lingua condivisa è importante, ma non indispensabile, che valori e
ideali oltrepassano le differenze di lingue e culture ma si confermano
solo se vissuti nel rispetto proprio di quelle differenze.
E poi? Quindici
giorni passano veloci…
Non vogliono
rimanere un nome, un episodio, un semplice ricordo… e non voglio che
l’esperienza vissuta esaurisca la sua ricchezza in breve…
Certo… non si
rivoluziona il mondo da soli… ma dando ciascuno un pezzetto di sé… si
guadagna molto: la serenità e la forza di chi affronta le gioie e le
difficoltà della vita con speranza.
ΚΑΚ СΤΕ?
ДΟбΡΕ!!! (Come
state? Bene!!!) |
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Lucia
- CANTIERE 2005 -
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Quando penso alla
mia esperienza in Bulgaria mi vengono subito in mente, quasi come dei
flash, alcune parole: accoglienza, condivisione, preghiera, ritorno. Ed
ecco il perchè!
"Accoglienza"
perché in
quel di Malchika, piccolo paese nel Nord della Bulgaria, tutte le
persone incontrate ci hanno fatto sentire accolti: a partire da Padre
Remo e i ragazzi con cui abbiamo svolto tutte le attività del Cantiere,
fino alle persone anziane che ci hanno fatto entrare nelle loro case e
pur non avendo molto quel che avevano lo offrivano: un fiore, un
cioccolatino, un abbraccio, un sorriso. Ma anche semplicemente le
persone che incontravamo camminando per le strade sterrate di Malchika
ci hanno fatto sentire accolti ogni volta che col sorriso ci salutavano:
"Ciao italiani!".
"Condivisione"
perché ogni attività è stata svolta insieme ai ragazzi di Malchika con
il desiderio di condividere l´esperienza, di fare insieme, di creare un
gruppo solo.
"Preghiera"
perché ogni giornata era scandita da momenti di preghiera, metà in
bulgaro e metà
in italiano, che hanno sicuramente contribuito ad unirci agli amici
bulgari e insieme agli importanti momenti quotidiani di riflessione mi
hanno permesso di tenere sempre ben presente il vero motivo che mi
portava ad essere lì, in quel momento, a vivere quell´esperienza, perché
nell´intensità delle tante attività che si svolgono può esserci anche il
rischio di perdere un po´ di vista le proprie motivazioni.
"Ritorno"
perché è stata forse la parte più difficile di questo viaggio, e non
solo perché si fa fatica a lasciare le persone che si sono incontrate.
Provo a spiegarmi meglio. Una volta ritornata ho pensato molto al fatto
che noi con il nostro tipo di vita spesso pieno di sprechi siamo il loro
modello di vita . Quindici giorni non sono molti ma sono abbastanza per
capire come i rapporti tra le persone sono molto più immediati quando si
vive nell´essenzialità. Mi viene in mente una frase letta proprio
durante il cantiere che diceva più o meno così: "La povertà è la
disposizione interiore che ci permette di abbassare le difese
convertendo i nemici in amici. Si percepisce qualcuno come nemico solo
fino a quando si ha qualcosa da difendere..." e ancora "Con la povertà
di cuore si possono accogliere le esperienze altrui come doni... La
povertà di cuore crea la comunità". È vero: quando si ha poco e niente
da difendere resta " solo" un uomo di fronte ad un altro uomo ed è così
che l´altro diventa una ricchezza, un´opportunità di dialogo, di
crescita.
E allora quando torni a casa tua, nella tua città, torni inevitabilmente
con uno sguardo diverso. E anche se sembra paradossale, cerchi di
adottare una vita essenziale, quasi per un senso di responsabilità nei
loro confronti che invece all´essenzialità sono costretti, e speri di
riscoprire anche qui, a casa tua, l´umanità, la ricchezza di quei
rapporti tra persone che avendo spesso davvero poco, sono in grado di
darti senza remore quello che hanno, sanno accoglierti, sanno costruire
rapporti fraterni.
A Malchika, inoltre, ho avuto la fortuna di fare un incontro che per me
è stato molto importante: l´incontro con Nina, volontaria della Caritas
locale. La lunga chiacchierata con Nina mi ha permesso di cogliere
aspetti di quella realtà che forse in altro modo non avrei percepito, o
forse non avrei percepito in maniera così forte. A Malchika i ragazzi
sembrano talmente simili a noi che è difficile immaginare la dura
situazione che la gente vive quotidianamente. Nina mi ha raccontato di
quanto sia difficile vivere a Malchika, dove non si ha lavoro, dove la
maggior parte dei giovani vuole andarsene perchè vede spesso in paesi
lontani come Francia, Italia, Spagna, l´unica possibilità di un futuro
migliore. Sembrerà banale ma sentire queste cose da una persona che le
vive e te le racconta con il cuore in mano ha sicuramente un grosso
impatto. Nina alla fine della lunga chiacchierata, quando ha saputo che
studiavo scienze politiche, mi ha detto: " Se diventi giornalista parla
di noi, racconta come si vive in Bulgaria"...ma in fondo c´è proprio
bisogno di esser giornalisti per parlare alle persone che incontriamo
qua? È per questo che al ritorno da Malchika ho vissuto la testimonianza
di quest´esperienza innanzitutto come una sorta di responsabilità nei
loro confronti, ma anche come la necessità di portare a conoscenza di
altri l´opportunità di vivere un´esperienza di crescita e di cambiamento
che non si esaurisce nei 15 giorni ma prosegue al ritorno nella vita di
tutti i giorni. |