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Repubblica Bulgara Република България |
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Per approfondire:
Prima del 681 d.C. La formazione del popolo bulgaro
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681 - 1017 Fondazione dello Stato slavo-bulgaro Consolidamento e estensione della Bulgaria Creazione e diffusione delle lettere slave
1018 - 1186 Caduta sotto la dominazione bizantina e lotta per la liberazione
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1187 - 1395 Liberazione della Bulgaria e Secondo Regno Bulgaro Insurrezione antifeudale condotta da Ivailo Sviluppo della cultura bulgara durante il Medioevo (XIII - XIV)
Per approfondire:
1396 - 1761 Caduta della Bulgaria sotto la dominazione ottomana e lotta del popolo bulgaro contro l'oppressore
1762 - 1878 Il Risorgimento Nazionale Bulgaro Lotta rivoluzionaria per la liberazione nazionale
Per approfondire:
1879 - 1911 La Bulgaria dopo la liberazione
1912 - 1918 Le Guerre Balcaniche e la Prima Guerra Mondiale
Per approfondire:
1945 - 1989 La Bulgaria dopo il 9 settembre 1944
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Storia
ALL'INIZIO DELLA STORIA Fondata nel 681, la Bulgaria è uno dei più antichi stati europei. Ma nonostante la sua tradizione di tredici secoli, è ancora giovane a confronto della storia della civilizzazione nelle terre bulgare odierne. Questi territori sono stati popolati intorno al periodo del Paleolitico. Infatti, nelle vicinanze della città di Montana (nord-ovest), è stata scoperta un'iscrizione di 6.800 anni fa (l'antica scritta egiziana è datata circa alla fine del IV millennio a.C.). È una tavola di pietra sulla quale sono incisi ventiquattro segni, non ancora decifrati, disposti in quattro linee. E vicino al porto marittimo di Varna (nord-est) è stato trovato nel 1972 il più antico tesoro aureo d'Europa, risalente all'Età del Rame. Tra questi oggetti, il cui peso ammonta a 1.516 g, ci sono alcuni simboli regali, il che significa che anche nei tempi più antichi lì esisteva, sebbene sconosciuta, una qualche forma di stato. È ancora ignota l'identità etnica del popolo che ha creato questi capolavori.
I TRACI, GLI ELLENI, I ROMANI I Traci sono un popolo antico che abitava le terre dell'odierna Bulgaria e alcune regioni limitrofe. Secondo Erodoto sono il popolo più numeroso dopo quello indo. Non c'è alcun dubbio che la cultura dei traci sia parte del fondamento della civilizzazione moderna: infatti esistono diversi riti e usanze bulgare, nonché motivi folcloristici, che non hanno riscontri in altri popoli slavi per cui è supponibile la loro origine tracia; ci sono inoltre parole bulgare che differiscono nettamente dai rispettivi termini in tutte le altre lingue slave. I più grandi tesori aurei nei musei bulgari sono reperti dei Traci e questo oro è solo uno dei segni tangibili del legame tra i Bulgari e questi loro antenati. Nel VII - VI secolo a.C. inizia la colonizzazione ellenica dei territori bulgari, in particolare lungo le coste del Mar Nero. Molte delle odierne città costiere sono state fondate dai mercanti e dai marinai ellenici. Nel IV secolo a.C. una grande porzione di questo territorio, ora bulgaro, viene conquistato dai Macedoni di Filippo II e suo figlio Alessandro Magno. Giulio Cesare con le sue legioni giunge in queste terre nel I secolo d.C.. Le principali autostrade odierne seguono spesso i corsi delle strade costruite poi dai Romani, i quali hanno fondato anche molte città. Alcuni dei Traci adottano la lingua latina e la cultura dell'impero. Prima dell'arrivo degli Slavi le terre dell'attuale Bulgaria sono in tutto e per tutto partecipi della civiltà urbana e rurale romana. A partire dal IV secolo d.C. gli stessi territori sono centri di intensa vita cristiana. Dopo il IV secolo, la Penisola Balcanica cade sotto il dominio di Bisanzio, condividendo per tanti secoli la loro civilizzazione.
LE INVASIONI BARBARICHE Durante le invasioni barbariche, dozzine di tribù attraversano queste terre, ognuna lasciando la propria traccia; molte di queste più tardi si spostano a Ovest e saranno coinvolte nella formazione delle nazioni contemporanee europee. Tra tutte, l'invasione slava è una delle più importanti. All'inizio del VII secolo, gli Slavi hanno già colonizzato quasi tutta la penisola, raggiungendo il Peloponneso. I predecessori degli attuali Serbi, Croati e Sloveni si insediano nei Balcani Nordoccidentali, e le tribù slave del gruppo bulgaro nelle regioni rimanenti. Durante l'ultimo quarto di secolo l'area circostante il delta del Danubio è invaso e colonizzato dai Proto-Bulgari, un popolo di lingua e origine turca. Già dalla fine del IV secolo, nell'area a nord del Caucaso, i Proto-Bulgari guidati da Vkhundur Vund si insediano intorno al lago di Van, nell'odierna Turchia. I Bulgari cominciano ad essere attratti dalle ricchezze di Bisanzio nella metà del secolo V, dove li troviamo alleati con gli Unni. Nel VII secolo consistenti gruppi di Proto-Bulgari della Grande Bulgaria (un immenso territorio comprendente l'Ucraina e la Russia meridionale) entrano in conflitto e vengono sconfitti dai Khazari, la classe dirigente dei quali è affine a loro per lingua e tradizioni, anche se una porzione dell'élite professa l'ebraismo. La capitale della Grande Bulgaria è Fanagoria (presso Taman, sul Mare d'Azov, la cosiddetta civiltà di Saltovo-Majak). I Proto-Bulgari esercitano le attività economiche tipiche dei popoli della steppa, ovvero la pastorizia e l'allevamento, in special modo dei grandi animali. Questo rapporto particolare con il cavallo dà loro la possibilità di avere una temibile cavalleria. Un'altra attività molto praticata è la razzia e il commercio degli schiavi, da qui la necessità di espansione verso le terre abitate dagli Slavi.
IL PRIMO REGNO BULGARO (681 - 1018) Nel 680, sotto il comando del Khan Asparuch i Proto-Bulgari sconfiggono presso la foce del Danubio le numerose truppe dell'imperatore bizantino Costantino IV Pogonato, e si stabiliscono nel territorio della Dobrugia, per penetrare sempre più all'interno nelle terre dell'odierna Bulgaria nord-orientale fino ai monti Balcani. Stringono un patto di alleanza con le tribù slave ed in tal modo pongono le basi dello Stato slavo-bulgaro. Nel 681 Bisanzio conclude la pace con lo Stato slavo-bulgaro. Il nuovo Stato, chiamato Bulgaria, viene riconosciuto de facto e de jure. Sua capitale diventa la città di Pliska, mentre il confine con lo Stato di Bisanzio viene segnato dai monti Balcani. Il Primo Regno Bulgaro dura dal 681 al 1018. La struttura politico-sociale dello Stato bulgaro non si distingue molto dallo Stato del primo periodo feudale e poggia su due classi fondamentali: l'aristocrazia terriera e i contadini liberi. Verso il X secolo, il feudalesimo si afferma come sistema dominante - sistema di proprietà feudale sulla terra e di sfruttamento dei servi della gleba, soggetti ad un padrone onnipotente, investito delle prerogative del sommo potere, il khan o il principe. Dal IX al X secolo, lo Stato bulgaro raggiunge il culmine della sua potenza militare e politica all'epoca del noto condottiero, uomo di Stato e primo legislatore, il Khan Krum (803-814) che, dopo aver sconfitto gli Avari a occidente, accetta la guerra che gli viene imposta dall'imperatore bizantino che finisce con la piena disfatta e la distruzione dell'esercito bizantino in una delle gole dei Balcani orientali nell'811. Questa guerra fa della Bulgaria uno Stato potente, i cui confini giungono, a nord-ovest, fino al fiume Tisza, a nord fino ai Carpazi, a oriente fino al Dniester e a sud fino ai monti Rodopi e Rila. All'affermazione definitiva dello Stato bulgaro e al consolidamento del regime feudale contribuisce anche il Cristianesimo, che si diffonde durante la seconda metà del IX secolo come religione ufficiale dello Stato (865). Il cristianesimo cancella non solo le divergenze religiose fra gli slavi e i bulgari, ma serve anche da piattaforma ideologica, attraverso la quale viene a legalizzarsi il carattere divino del potere regale. La Bulgaria è riconosciuta come regno dal Papa e dal Sacro Romano Impero. La prima traduzione delle Sacre Scritture dal greco allo slavo è fatto nell'antica lingua bulgara. Il bulgaro antico diventa così la lingua della chiesa, della letteratura e dell'amministrazione in numerosi stati slavi e non. Evolutosi, l'alfabeto del bulgaro antico, conosciuto come scrittura cirillica, composta nell'855 dai fratelli di origine slava Cirillo e Metodio, è usato tutt'oggi in Bulgaria, Serbia, Bielorussia, Ucraina, Russia. Nel 1018 l'imperatore Basilio II detto il Bulgaricida per le atrocità che commise nei confronti dei Bulgari, conquista la Bulgaria e la fa diventare una provincia dell'impero bizantino. I conquistatori bizantini si danno agli abusi, ai saccheggi, agli atti dì crudeltà, volendo annientare l'essenza vitale dello spirito del popolo, ucciderne la coscienza. Ma questi tentativi di assimilazione sono votati all'insuccesso. I bulgari sono irriducibili. Due volte il popolo insorto tenta di scuotersi di dosso la dominazione straniera e di restaurare lo Stato bulgaro (1040-1041 e 1072). I temporanei insuccessi non vincono la fede e la fermezza del popolo, istigato non solo dall'arbitrio dei conquistatori, ma anche dal movimento dei bogomili che incitano il popolo a lottare sia contro l'oppressore sociale sia contro la soggezione politica allo straniero.
IL SECONDO REGNO BULGARO (1187 - 1396) Il Secondo Regno Bulgaro inizia grazie ad una riuscita insurrezione dell'aristocrazia bulgara. Si instaura la dinastia degli Assen e durante il regno di Ivan Assen II (1218-1241) la Bulgaria, dopo aspre lotte intestine, raggiunge di nuovo una grande potenza e diventa lo Stato più forte dell'Europa sud-orientale. La città di Ternovo è scelta come capitale. Durante il regno degli eredi di Ivan Assen II la Bulgaria è sottoposta nuovamente a profonde scosse e inizia la sua decadenza. Nel 1277 nella Bulgaria nord-orientale scoppia un'insurrezione antifeudale delle masse contadine che si estende rapidamente nelle altre regioni del Paese. A capo del popolo insorto è il porcaro Ivailo Bardokva. I contadini insorti sconfiggono e scacciano dal Paese i tatari e più tardi anche l'esercito dello zar e conquistano la capitale Ternovo. Ivailo viene proclamato re. Bisanzio subito invia delle truppe per depositare il re contadino, ma dopo i primi successi bulgari, la resistenza si affievolisce e il potere centrale si indebolisce, tanto da non essere più in grado di difendersi dai nemici esterni.
UNA PROVINCIA OTTOMANA (1396 - 1878) Le lunghe lotte interne e le continue guerre con Bisanzio e con la Serbia durante il XIV secolo portano il Paese alla miseria e gettano il popolo nell'estrema indigenza. Gli Stati balcanici, occupati in continue guerre tra di loro e accecati da una implacabile inimicizia reciproca, non si uniscono di fronte al pericolo comune e diventano facilmente preda della potente organizzazione militare ottomana. Nel 1393, dopo un grave assedio, gli ottomani conquistano la città di Ternovo e più tardi, nel 1396, anche la seconda capitale bulgara Vidin. In tal modo la Bulgaria medioevale cessa di esistere come Stato indipendente e diviene provincia dell'Impero ottomano per ben cinque secoli. Ha inizio il periodo più grave della storia del popolo bulgaro, periodo di crudeltà inaudite, di arbitri da parte dei conquistatori, di umiliazioni senza precedenti nella storia d'Europa. Gli ottomani si abbandonano a massacri, devastazioni, rapimenti, profanazioni delle chiese. Anche la loro politica non è meno feroce; non risparmiano mezzi pur di compiere un'opera di assimilazione nazionale, economica culturale e religiosa. Il patriarcato bulgaro viene annientato, e la chiesa bulgara viene sottomessa al patriarca greco. I monasteri e biblioteche vengono bruciate. La popolazione bulgara viene cacciata dalle terre fertili e dalle regioni strategiche, dove si installano i conquistatori che instaurano nelle terre bulgare un sistema feudale militare. Oltre alle imposte pagate dai maomettani i contadini dovevano pagare decine e decine di altre imposte straordinarie fra cui il tributo di sangue (che consiste nel dover consegnare allo Stato ottomano i figli maschi, che vengono circoncisi e islamizzati e, dopo una preparazione speciale, inclusi nei corpi del giannizzeri per mantenere in stato di soggezione i popoli sottomessi), l'imposta di diritto all'usufrutto della terra e altre simili. Durante questo periodo i semplici pastori bulgari, gli artigiani, i commercianti e gli uomini di chiesa sono messi a dura prova, il che crea in loro la consapevolezza di essere responsabili della propria identità, nazionalità, fede, tradizioni spirituali, cultura, storia... Il popolo bulgaro conserva e fa rinascere i propri monasteri, ristruttura le proprie città, sviluppa i propri mestieri e i commerci, crea un sistema educativo supportato da ogni comune (insolito per il contesto del tempo), fa nascere il proprio folklore... Essi producono guide politiche e spirituali su scala europea, sviluppano il linguaggio della moderna letteratura bulgara, ottengono l'autonomia della loro chiesa (1870), organizzano il loro movimento di liberazione nazionale, che raggiunge il suo apice nell'insurrezione d'aprile del 1876 che viene soffocata con inaudita ferocia. Le città e i paesi vengono messi a ferro e a fuoco. L'insurrezione d'aprile, nonostante sia finita con l'insuccesso, scuote le basi dell'Impero ottomano, rivela a tutto il mondo la bestialità dell'oppressore, dimostra quanto risoluto sia il popolo bulgaro a liberarsi da esso. Una potente ondata di indignazione e di protesta si leva da tutto il mondo civile, specialmente dal popolo russo, in difesa della Bulgaria. La sua soppressione ha l'immediata risposta e interessamento su scala internazionale che culmina nella Guerra Russo-turca del 1877 - 1878.
LA GUERRA DI LIBERAZIONE RUSSO - TURCA (1877 - 1878) L'opinione pubblica in molti Paesi europei è decisamente dalla parte dei Bulgari, ma solo in Russia si sviluppa un vero e proprio movimento delle masse per la liberazione dei fratelli bulgari. Dopo il rifiuto del governo ottomano di concedere alla Bulgaria l'autonomia, secondo quanto è stato stabilito nel 1876 a Costantinopoli dalle grandi potenze, la Russia, il 24 aprile 1877, dichiara guerra alla Turchia. Allora molti giovani russi, tra cui molti giornalisti, scrittori e pittori si arruolano volontari. A fianco dei russi combattono anche i romeni. La notizia della guerra di liberazione viene accolta in Bulgaria con una gioia e un entusiasmo senza precedenti. In ausilio delle truppe russe si forma un reparto militare, detto degli "Opalcenzi". Nei combattimenti presso Shipka, che sono di una importanza decisiva per la guerra in generale, i volontari bulgari manifestano audacia ed eroismo straordinari, difendendo il passo, i Balcani, la Bulgaria. Nei combattimenti sanguinosi presso Svishtov, Nikopol, Pleven, Shipka, Sceinovo, Stara Zagora, Assenovgrad, l'esercito ottomano viene completamente distrutto. Il 3 marzo 1878 la Turchia firma a S. Stefano la capitolazione, riconoscendo l'indipendenza della Bulgaria, nella quale vengono incluse la Bulgaria settentrionale e meridionale e quasi tutta la Macedonia. Ma le grandi potenze occidentali e specialmente il governo conservatore inglese di Biconsfield, non potendo conciliarsi con i successi riportati dall'esercito russo, impongono la convocazione del Congresso di Berlino, dove la Bulgaria viene divisa in tre parti: Principato di Bulgaria, che comprende la Bulgaria settentrionale; la regione di Sofia e la Rumelia orientale (Bulgaria meridionale) diventano territorio autonomo sotto il governo immediato del Sultano; e il territorio includente la Tracia Egea e la Macedonia, che rimangono sotto la dominazione ottomana. Il patto di Berlino, che rispecchia le contraddizioni tra gli Stati più potenti d'Europa, è un patto reazionario indirizzato contro gli interessi nazionali del popolo bulgaro, contro il progresso sociale economico della Penisola balcanica. tratto da Spas Russinov - "Bulgaria"
LA BULGARIA FINO ALLA SECONDA GUERRA MONDIALE Il Terzo Regno Bulgaro nasce dal trattato di pace di Santo Stefano firmato il 3 marzo 1878, diventando una monarchia costituzionale con un sistema di governo democratico e ha inizio il periodo di rapido sviluppo del capitalismo in Bulgaria. Si rinforza il processo di sfruttamento e di impoverimento delle famiglie contadine, che vengono gravate di tributi, di imposte e di altri obblighi. In questo ambiente di accelerata differenziazione delle classi cominciano a formarsi i partiti politici che esprimono gli interessi delle diverse classi e dei diversi gruppi sociali. Il partito conservatore e il partito Liberale sono partiti borghesi, fondamentali, che più tardi muteranno di forma ma non di contenuto. Nel 1891 viene fondato anche il partito socialdemocratico, che nel 1903 si libera dagli elementi opportunisti e prende il nome di Partito socialdemocratico operaio bulgaro (socialisti stretti). Si formano anche le organizzazioni sindacali degli operai, che nel 1904 si uniscono nell'Unione generale dei sindacati. Nella primavera del 1912 Bulgaria, Grecia, Serbia e Montenegro formano l'Alleanza balcanica contro la Turchia. Il 17 ottobre 1912 hanno inizio le operazioni militari e in soli 25 giorni gli ottomani vengono sconfitti e chiedono la pace. In tal modo, dopo 550 anni di schiavitù, tutti i popoli della Penisola balcanica vengono liberati dalla soggezione. Ma la guerra non è ancora terminata e già gli alleati vengono a contesa per la spartizione delle terre conquistate. Le Grandi Potenze aizzano i Paesi balcanici l'uno contro l'altro e la nazione bulgara si trova a dichiarare guerra simultaneamente alla Serbia, al Montenegro, alla Grecia, alla Turchia e alla Romania, perdendo terre limitrofi. Per questo motivo, entra in guerra a fianco della Germania durante la Prima Guerra Mondiale per cercare di recuperare i territori perduti. Fino alla Seconda Guerra Mondiale l'unificazione del popolo bulgaro continua ad essere un pensiero dominante della politica sia estera che interna dello Stato Bulgaro. La Bulgaria riesce ad annettersi la Bulgaria Meridionale, attraverso la vittoria senza spargimenti di sangue del 1885, così come parte della Macedonia dopo le Guerre Balcaniche del 1912-1913. Per due volte, nel 1923 e nel 1934, i governi eletti democraticamente vengono deposti e i regimi autoritari ristabiliti. Gli anni Trenta furono un periodo di stabile sviluppo economico nella storia moderna del paese. L'ideale irrealizzato dell'unificazione nazionale fa sì che la Bulgaria si allea alla Germania durante la Seconda Guerra Mondiale, ma è l'unica alleata a non permettere l'olocausto dei propri Ebrei. infatti, grazie all'opposizione decisa del popolo bulgaro alla politica antisemita viene impedita la deportazione degli ebrei bulgari nei campi di sterminio nazisti. Il vice-presidente del parlamento Dimitar Peshev interviene per bloccare le deportazioni presso il re e il primo ministro. Si mobilità anche la società civile ed il patriarca della Chiesa Ortodossa. A seguito dell'invasione dell'Armata Rossa che supera il Danubio l'8 settembre 1944, senza incontrare alcuna resistenza. I reparti partigiani ed i militari che sono passati con gli antifascisti confluiscono sulla capitale. I reggenti, i membri del governo e i dirigenti fascisti sono arrestati. Le truppe naziste presenti sul territorio bulgaro vengono disarmate. È proclamato il governo del Fronte Patriottico e Kimon Georgiev è nominato primo ministro. L'URSS accetta la richiesta di armistizio.
IL ComunISMO Dopo la Seconda Guerra Mondiale, in seguito agli accordi tra Stalin, Churchill e Roosevelt, la Bulgaria cade sotto la sfera d'influenza dell'Unione Sovietica. Grazie alle sue risorse centralizzate, la Bulgaria è in grado di risolvere, con un relativo successo, i problemi principali dell'industrializzazione, educazione e del welfare sociale. Nel corso di diversi decenni, il paese diviene uno dei principali partner economici dell'Unione Sovietica. I prodotti bulgari sono venduti sul mercato dalla regione balcanica al Pacifico. Questa crescita a larga scala, a confronto delle dimensioni dello stato, avviene a discapito dei diritti e delle libertà dei cittadini. L'economia è militarizzata e legata unilateralmente al mercato e alle scorte di materie grezze sovietici. Non esistono organizzazioni non-governative. Sono ridotte le iniziative personali. In numerosi casi, le autorità del partito (PCB) attuano azioni repressive di massa: - nell'eliminazione della loro opposizione politica; - nella forzata "Macedonizzazione" (ordinata da Stalin) della popolazione bulgara che vive nella regione macedone del Pirin, dove ai Bulgari è proibito parlare la lingua letteraria bulgara ed è insegnata loro una "lingua macedone"; - nella statalizzazione dell'industria e di gran parte della proprietà urbana; - nella collettivizzazione dell'agricoltura; - nel processo così chiamato " vazroditelen " ( risveglio ), dove l'etnia turca viene forzatamente bulgarizzata e non le è permesso parlare il turco e praticare i propri riti musulmani.
ALL'INIZIO DELLA DEMOCRAZIA A seguito del 10 novembre 1989, quando, sotto la pressione di fattori interni e internazionali, Todor Zhivkov, a lungo leader del Partito Comunista Bulgaro, è forzato a lasciare, la Bulgaria fa un passo avanti nel cammino verso la democrazia. Ora è uno stato pluralista e multipartitico ed è una repubblica parlamentare. 10-17 giugno 1990 - vengono indette le prime elezioni parlamentari libere; 12 luglio 1991 - viene adottata la nuova Costituzione democratica; 13 ottobre 1991 - vengono indette le prime elezioni locali libere; Gennaio 1992 - hanno luogo le prime elezioni presidenziali libere. Zhelyu Zhelev è eletto Capo dello Stato; Gennaio 1997 - è eletto il presidente Stoyanov; Gennaio 2002 - inizia il mandato del presidente Georgi Parvanov (Partito Socialista). La Bulgaria è ora in cammino verso l'Unione Europea e la sua entrata è prevista, se saranno rispettate tutte le normative d'ingresso, il 1 gennaio 2007. Dal 29 marzo 2004 è membro della NATO, dopo che era stata invitata a farvi parte verso la fine del 2002.
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