VERBALE DEL TAVOLO ROMANIA-14 marzo 2007
Data e luogo di svolgimento:
14 marzo 2007- ore 15.00, Parrocchia Bărăţia strada Bărăţiei nr. 27 sector 3, Bucarest.
Partecipanti all’incontro:
1. Cattedrale Sf.Iosif (Cristina Muzelak)
2. Cabinet Medical Baratia (Ilona Suciu)
3. Associazione Fratelli Maristi (Georgios Vidalis)
4. Associazione Mladita (Franca Catarci; Paolo Moggio)
5. Miscarea Ecleziala Carmelitana (Adriana Formenti)
6. Fondazione Padri Somaschi (padre Livio Valenti)
7. Centro “Te Ascult” (Andreea Kramarik)
8. Alina Gal (studentessa)
9. Associazione Aproapele (Maricica Cihodaru; Ermina Galatanu)
10. Associazione Caritas Ambrosiana (Giorgia von Berger)
All’ultimo incontro del Tavolo Romania, ci siamo lasciati decidendo che alla riunione successiva si sarebbero analizzati dei progetti che erano stati approvati e finanziati dall’Unione Europea.
Aproapele ha portato in visione alcuni documenti riguardanti tre progetti approvati in passato, uno portato avanti solo dalla Romania, uno in partenariato con un altro paese e uno nell’ambito del programma Gioventù dell’UE.
La discussione riguardo ai finanziamenti dell’UE è partita dalle diverse fonti dove è possibile rintracciare i nuovi bandi riguardanti il dominio sociale. Dai Fondi di pre-adesione ai quali la Romania partecipava prima dell’entrata nell’UE, si deve guardare ora ai Fondi Strutturali di post-adesione, tenendo conto che tra i due tipi esiste una differenza importante: mentre i fondi Phare garantivano un finanziamento integrale da subito, i Fondi Strutturali prevedono invece che chi presenta domanda disponga già di una quota iniziale per far partire il progetto, e che solo in seguito presenti tutte le pezze giustificative per il rimborso delle spese da parte del finanziatore. L’ultimo bando utile per le associazioni operanti in Romania dei fondi di pre-adesione riguarda il programma Phare 2005-2008, il quale prevede che si possa presentare domanda fino al 2007 compreso. Tutte le informazioni riguardanti le modalità di accesso, i partecipanti, i moduli da compilare, le scadenze, ecc. si possono trovare su internet, sul sito dell’Unione Europea e sul sito del Ministero del Lavoro, della Solidarietà Sociale e della Famiglia (www.mmsf.ro).
Da questa prima introduzione più generale, la discussione si è indirizzata verso una descrizione più specifica di come si debbano compilare i formulari per fare domanda di finanziamento.
I nodi cruciali della stesura di un progetto riguardano lo scopo, gli obiettivi e il budget. Infine c’è la parte riguardante il rapporto finale, altrettanto importante.
Per quel che riguarda i primi due, bisogna tener presente che l’UE dà delle direttive, vale a dire che approva e finanzia generalmente quei progetti che rispondono agli obiettivi esplicitati (sia quelli generali che quelli annuali). Il primo obiettivo nella scrittura di un progetto deve essere quindi rispondere agli obiettivi dell’UE. Inoltre, bisogna che sia lo scopo principale, sia gli obiettivi più specifici siano molto chiari, realistici e raggiungibili.
C’è poi il budget, che deve essere molto dettagliato: tutto quello che è inserito nella parte descrittiva del progetto deve assolutamente avere un corrispettivo anche nel budget, ci deve essere una coerenza interna. Al finanziatore interessa molto verificare il budget per poter essere sicuro che il ricevente sappia gestire adeguatamente i soldi che gli sono assegnati.
Fr. Vidalis ha spostato il discorso su un altro versante: chi può fare domanda esattamente per chiedere finanziamento? E’ stato precisato che quello che più conta è fare attenzione agli allegati, non tanto al progetto in sé. Ogni programma di finanziamento richiede che l’applicante possa dimostrare di essere in grado di portare avanti il progetto una volta finanziato. Per questa ragione esiste una serie di allegati che devono essere inviati insieme alla richiesta di finanziamento. Ad es, oltre al budget, in alcuni casi è richiesto che l’associazione applicante abbia almeno tre anni di esperienza nel settore. Nel caso l’associazione sia invece una filiale di una più grande, se è possibile dimostrare questo, è sufficiente essere autonomi da 6 mesi.
Maricica Cihodaru ha sottolineato l’importanza del partenariato con altre realtà più grandi: le domande riguardanti i progetti da poter portare avanti in partenariato hanno generalmente maggiori possibilità di venire selezionati dall’UE. I Comuni e le entità pubbliche inoltre hanno spesso bisogno di collaborare con il privato (associazioni, organizzazioni, aziende...) perchè i Fondi Europei non possono essere gestiti da realtà pubbliche. Sono apprezzati anche quei progetti portati avanti in collaborazione da diversi stati (sia europei che extra-europei).
Inoltre, riguardo ai progetti che hanno o hanno avuto più successo in passato, si è posto l’accento sull’importanza dell’innovatività. Inoltre, in questo momento, per i Paesi di nuova adesione, vengono finanziati principalmente i progetti riguardanti la formazione degli operatori del settore sociale.
L’associazione Mladita ha posto la questione riguardo a quali altre possibilità esistano per le realtà romene operanti nel sociale. Ad esempio, il Rotary Club spesso ha finanziato dei progetti (anche se sono sempre state escluse dal finanziamento le costruzioni). Ci sono poi le Ambasciate (ad es. l’Ambasciata Italiana ha finanziato molte iniziative con la legge 212). Lo stato romeno ha invece finanziato molti progetti attraverso la legge 34 del 1997.
Padre Vidalis si è informato se a Bucarest esistano degli uffici creati appositamente per la scrittura dei progetti. Maricica Cihodaru ha confermato che queste realtà effettivamente esistono, ma che svolgono questo servizio a pagamento, indipendentemente dal fatto che i finanziamenti per i progetti vengano poi accordati o meno.
In conclusione di quest’incontro, Maricica Cihodaru ha voluto raccogliere le opinioni dei partecipanti riguardo al Tavolo Romania e all’ipotesi di cessare le attività.
L’Associazione Mladita ha messo in rilievo il fatto che bisognerebbe provare a impostare il tutto in maniera differente, porre l’accento su cosa possa essere utile per tutti. La proposta proveniente da parte loro è quella di creare un servizio “a priori”, nel senso che deve esserci un soggetto che raccolga le informazioni utili per tutte le associazioni (ad es. esce una nuova legge, un bando per un finanziamento, ecc.) e le invii ai partecipanti. In seguito si può pensare a fare rete realmente.
E’ stato sottolineato il fatto che difficilmente si raggiungano dei risultati concreti con il Tavolo e che manchi un coordinamento per le attività di rete che funga da nodo principale, che dia stimoli, che gestisca il tutto in maniera funzionale ed efficiente. Per Padre Livio la causa dell’abbandono di molti dei partecipanti è legata proprio a questa carenza, sia in Romania che in Italia; manca da parte di Aproapele un’idea esatta di che cosa significhi coordinamento, concetto che non deve essere confuso con quello di “condivisione”. Non ha più senso continuare a portare avanti il Tavolo a queste condizioni, oltretutto senza la certezza che la Caritas Ambrosiana abbia un reale interesse a continuare a sostenere un’attività di questo genere.
Maricica Cihodaru ha esplicitato la sua insoddisfazione per il fatto che secondo lei, molti degli impegni che erano stati presi al momento della stesura del progetto da parte delle associazioni partecipanti non siano stati rispettati. La proposta di Apropapele è che un’altra delle associazioni appartenenti al Tavolo provi ad assumersi la responsabilità del segretariato. Questa attività richiede risorse materiali e umani che si deve vedere e valutare bene da dove possono essere prese.
Alla fine si è concluso di sospendere momentaneamente le attività del Tavolo Romania e di inviare un questionario a tutte le associazioni partecipanti per verificare se ci sia ancora la loro disponibilità a portare avanti questa iniziativa e, in caso positivo, per spingerle a fare delle proposte operative in vista di un’eventuale modifica che risponda alle esigenze di tutti.