Tavolo Romania

14/07/2004

 

Introduzione

 

Ripresa del seminario organizzato da AVSI: „Strategii pentru Europa, reforma, partenariat, subsidiarietate”.

-          Collaborazione tra ONG e stato

-          Principio di sussidiarieta’

-          Legge sulle adozioni, Giugno 2004

 

Don Carlo: breve intervento sul principio di sussidiarieta’ e la dottrina sociale della Chiesa.

 

Nuova legge sulle adozioni e problematiche inerenti

 

Iuliana: per i ragazzi dopo i 18 anni in Romania non e’ previsto alcun tipo di aiuto alla crescita. Soprattutto quelli che escono dagli istituti non sono preparati per la vita. Ci sono alcuni judeti che hanno appartamenti sociali per i ragazzi sopra i 18 anni, purtroppo si creano problemi a causa del fatto che i raggazzi non sanno gestirsi.

 

Cornel: esiste una possibile collaborazione tra AiBi e DPC2, la quale ha alcuni appartamenti sociali. AiBi ha come obiettivi il reinserimento sociale, professionale e familiare.

 

Iuliana: che possibilita’ ha una ragazza che debba arrangiarsi da sola, con salario minimo? E’ necessario collaborare tra ONG e stato; l’ONG provvede alla casa e all’utilizzo di professionisti, lo stato dovrebbe contribuire con le risorse finanziarie. Purtroppo da noi in Romania questo non accade. Anche trovare una casa ai ragazzi e’ un grosso problema, perche’ sono molto i possibili beneficiari ma nessuno sa esattamente il loro numero e dove sono.

 

Cristina: il sistema legislativo rumeno e’ formulato male, non ci aiuta per niente. La nuova legge sulle adozioni e’ posititva, non costringe le ONG, ma allo stesso tempo non le stimola a muoversi.

 

Iuliana: la nuova legge sulle adozioni e’ per lo stato un modo per togliersi la responsabilita’, per lavarsi le mani. Per esempio, la legge sanziona coloro che non hanno diritti riguardo alle adozioni. Tuttavia la nuova legge e’ positiva sul fatto che spinge il bambino a restare in famiglia, anche se non fa il possibile per sostenere la madre.

 

Nuove prospettive per il Tavolo Romania

 

Cobzaru: finche’ il Tavolo Romania consiste nel parlare di questi temi ma non mettere in atto nulla, il nostro lavoro sara’ inutile. E’ necessario creare qualcosa tra noi, un sindacato, una rete formale di ONG.

 

Don Carlo: io credo sia necessario, prima di creare qualcosa di formale:

-          far crescere in noi la consapevolezza che quelli che tentiamo di difendere sono diritti di cittadinanza, a cui lo stato dovrebbe rispondere;

-          far crescere la consapevolezza anche all’interno delle nostre comunita’ cristiane;

 

Padre Livio: in questi ultimi giorni sono andato a riprendere diversi articoli sulle adozioni da qualche anno a questa parte. Se l’idea e’ che le adozioni debbano supplire ad un problema di poverta’, in realta’ in tutti questi anni sono poche le ONG che si sono mosse in questa direzione. Prima di creare un sindacato, dobbiamo creare una coscienza tra di noi, riconoscere che ci sono troppi interessi tra di noi, dobbiamo smascherarli e avere fiducia in noi.

 

Cobzaru: dobbiamo sensibilizzare il nostro governo e fargli capire che i soldi non potranno sempre venire da altre nazioni ma e’ lo stato stesso che deve provvedere.

E’ necessario fare una riunione con tutte le ONG che operano in Romania per stabilire quali richieste fare allo stato rumeno, anche per fargli capire che le ONG non devono sostituire le funzioni statali.

 

Don Carlo: quando la Romania entrera’ nell’Unione Europea le Caritas e tutte le ONG non saranno piu’ dei beneficiari per l’estero ma dovranno trasformarsi in donatori verso i paesi piu’ poveri.

Inoltre dobbiamo cercare, tramite il tavolo di coinvolgere la chiesa cattolica e altre istituzioni che abbiamo un peso politico consistente.

Se raggruppiamo le cose che ci accomunano: sussiudiarieta’, altro e poi stendiamo i principi che ci accomunano, forse ci troveremo insieme uniti. Poi potremo presentarci alle itituzioni.

                  

Padre Livio: il livello di sensibilita’ nostra, di gruppo, non e’ ancora sufficiente.

 

Maricica: dobbiamo avere fiducia tra di noi per diventare piu’ forti. Dopodiche’ potremo rivolgerci al governo e presentare noi stessi, la rete.

 

Eugen: io sono gia’ in contatto con reti e basi di dati di associazioni del che operano con le persone portatrici di handicap. Verso queste realta’ posso rivolgermi e presentare il Tavolo Romania.

Inoltre nel settore 1 sono inserito nella rete delle Caritas Parrocchiali e delle ONG. E’ possibile che la rete si allarghi a tutta Bucarest.

 

Maricica: ho ricevuto due richieste di partecipazione al tavolo da parte di organizzazioni ortodosse. Vorrei chiedere al tavolo se in futuro il tavolo sara’ possibile aprirlo a chiunque oppure no. Da parte mia la risposta e’ si, vorrei conoscere le opinioni degli altri.

 

Don Carlo: uno degli obiettivi iniziare del Tavolo Romania era la riflessione, poi vengono i cambiamenti tra noi. Le cose importanti sono le idee, il luogo dove realizzarle e’ il Tavolo Romania. Dalle idee nascono i progetti, mai il Tavolo Romania rimane.

 

Iuliana: il tavolo e’ aperto a tutti coloro che vogliono parteciparvi.

 

Cobzaru: sono aperto a chiunque voglia far parte del tavolo, purche’ abbia principi solidi ecumenici, presenti lo statuto e le attivita’ che svolge.

 

Padre Livio: per me non e’ un problema aprire il tavolo a chiunque. L’idea forte e’ quella del pensatoio, raduniamo le informazioni  e le idee, creiamo una conoscenza dei fenomeni. Noi possiamo contribuire con la nostra sensibilita’ alle realta’ gia’ presenti che hanno gia’ un potere politico.

 

Conclusioni

 

Don Carlo: credo siano uscite due esigenze:

-          conoscere quali sono le reti che gia’ esistono e cosa le caratterizza, inspirazioni ideologiche, religiose;

-          tentare di leggere il territorio poiche’ i dati a disposizione non sono attendibili

Invito Maricica e stendere un programma per il lavoro dei prossimi mesi.

Il sito del Tavolo Romania sara’ arricchito di:

-          l’elenco delle reti di ONG e le loro caratteristiche;

-          una sintesi sui principi della dottrina sociale della Chiesa.

 

Si aggiorna il Tavolo Romania a Settembre 2004, si lascia al prossimo incontro la discussione riguardante i ragazzi che escono a 18 anni dagli itituti.