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OBIETTIVI DEL PROGETTO
Favorire la creazione di servizi territoriali, di facile sostenibilità economica, a supporto delle persone portatori di disagi gravi o nella cui famiglia è presente una persona con tali problemim, offrendo così alle Caritas territoriali che possano così esprimere dei servizi di comunità significativi.
In particolare si intende far nascere degli sportelli in cui gruppi di volontari possano incontrare le persone con problemi di vario genere, creare gruppi di self help e sviluppare reti di interazione tra chi opera in quest’ambiti, pubblico o privato.
La realizzazione di questi servizi nella Diocesi di Bucarest, che conta quasi la metà della popolazione rumena, intende porsi come modello implementabile in altre aree della nazione stessa.
Il primo obiettivo sarà: la selezione e formazione di volontari disponibili ad impegnarsi in servizi che intendono operare nell’ambito della grave emarginazione.
E. METODOLOGIA PREVISTA
Il progetto intende ottenere il proprio obiettivo attraverso la formazione di un gruppo di operatori i quali, nell’arco di un triennio, si occuperanno della creazione graduale dei tre servizi: centri di ascolto, gruppi di self help e tavoli di riflessione.
I Centri di Ascolto avranno le seguenti finalità:
1. Ascolto: offrire spazio alle persone in difficoltà perché possano esprimersi con estrema libertà, trovando persone capaci di ascoltare e di contenere la fatica e la sofferenza ingenerata dalla propria malattia o dall’accompagnamento quotidiano di persone in difficoltà.
2. Orientamento: dare indicazioni sulle risorse attive in Romania, sulle modalità di approccio ai servizi sociosanitari, sulle realtà del privato sociale che si occupano di vari tipi di povertà. A tale scopo sarà determinante la creazione di un “quaderno delle risorse” il più possibile organico e dettagliato
3. Advocacy: affiancare i beneficiari del servizio perché possano accedere a farmaci, prestazioni mediche e quant’altro è loro diritto, senza diventare vittime di ricatti o soprusi.
1. Migliorare la qualità della vita delle persone con situazioni problematiche e dei loro familiari.
2. Empowerment: valorizzare la persone identificandola non per il suo problema ma per le sue risorse e abilità personali;
3. Advocacy: gruppo come soggetto attivo nella valorizzazione dei diritti di cittadinanza
La rete che si cercherà di costruire tra gli operatori sociali del privato e del pubblico avrà le seguenti finalità:
1. Promozione di gruppi di mutuo aiuto e scambio di reciproche esperienze attraverso il confronto tra operatori, volontari, utenti e familiari.
2. Formazione reciproca relativa alle metodologie e alle strategie più efficaci da utilizzare per ottimizzare i colloqui dal punto di vista qualitativo.
3. Allargamento della rete e delle prospettive di orientamento agli “utenti” grazie alla partecipazione attiva di più operatori/volontari che vi lavorano e di cittadini attivi, utenti e familiari.
D. ATTIVITA’ PREVISTE
I annualità
· Individuazione dei formatori
· Formazione dei formatori
· Costruzione del quaderno delle risorse: database dei servizi e degli enti che erogano aiuti sul territorio, della legislazione sociale e delle modalità di accesso ai diversi servizi.
· Selezione e formazione dei volontari
· Implementazione delle attività previste
· Monitoraggio in itinere
· Valutazione finale al termine del I anno
II annualità implementazione dei servizi.
· Formazione dei formatori
· Costruzione del quaderno delle risorse: database dei servizi e degli enti che erogano aiuti sul territorio, della legislazione sociale e delle modalità di accesso ai diversi servizi.
· Selezione e formazione dei volontari
· Implementazione delle attività previste
· Monitoraggio in itinere
· Valutazione finale al termine del II anno
III annualità
· Consolidamento del progetto e possibile ampliamento in più diocesi
· Monitoraggio in itinere
· Verifica finale
· Passaggio potenziale alle realtà locali, previo avvio di autosostentamento